Mostra di Solidarietà 2019

MOZAMBICO  -   Provincia di Tete

Superficie:  100.715 km2

Popolazione: circa 2.784.900 abitanti

 

Il Mozambico è un’ex colonia del Portogallo, indipendente dal 1975. In seguito, per sedici anni, ha vissuto una guerra civile che ha messo in ginocchio il paese.

Nel 1992 si è giunti a un accordo di pace, ma la guerra ha lasciato un paese da ricostruire con quasi tutte le infrastrutture distrutte, con una democrazia ancora oggi molto fragile ed alti livelli di corruzione, e in una precaria situazione economica nonostante le enormi potenzialità minerarie ed energetiche perché queste vengono sfruttate dalle multinazionali con scarsi benefici per la popolazione. Il Paese nella classifica mondiale riguardante lo Sviluppo Umano si trova al 180° posto su 188. Oltre la metà del bilancio statale è frutto delle donazioni internazionali che rischiano di creare una dipendenza cronica.

Nel marzo scorso il ciclone Idai ha colpito il Mozambico e la regione di Tete. Per 5 giorni è piovuto in modo molto intenso.

La piena del fiume Revubwe ha portato via tutto nella zona di Nkondezi: ponti, campi, case e persino cimiteri.

Attualmente più di 500 famiglie, circa 4.000 persone, vivono in tende nel campo di Chimbondi in condizioni molto precarie. Ricevono aiuti alimentari e poco altro.

Subito dopo la sua ordinazione episcopale il Vescovo di Tete, Diamantino Antunes, ha visitato queste famiglie nel campo di accoglienza e ha assicurato loro che la Chiesa, attraverso le parrocchie, avrebbe continuato ad aiutarli.

Con le autorità locali è stato fatto un un piano per trasferire le famiglie che vivono nelle case distrutte o danneggiate e costruire per loro delle case nuove in muratura in luoghi più sicuri.

Sono state effettuate visite nelle zone di intervento per svolgere varie attività: incontri con i beneficiari e con il comitato delle Caritas parrocchiali; formazione per i capicantiere sulle tecniche di costruzione; avvio dei lavori di costruzione con utilizzo di operai della zona specializzati e non specializzati; ricerca dei materiali da costruzione in loco o sui mercati; inizio della costruzione delle case con l’accompagnamento tecnico. La Diocesi fornisce mattoni, cemento, lamiere di zinco, porte, finestre. La comunità cristiana collabora con manodopera, pietra e sabbia.

Ogni casa ha 2 camere da letto e 1 soggiorno e viene a costare circa 1.500 Euro. Ne sono già state costruite 3 cominciando dalle persone più vulnerabili: vedove, anziani, poveri, ecc.

Il Vescovo ci ha chiesto un aiuto economico per acquistare i materiali per poter costruire le restanti 12 case e pagare parte della manodopera, quindi questo sarà l’obiettivo della Mostra di solidarietà di quest’anno.

Il progetto avrà un’incidenza positiva non solo materiale, ma anche per la mobilitazione della comunità locale, la presa in carico dei beneficiari, il coinvolgimento delle comunità cristiane, e farà sentire loro di essere anche sostenuti e amati da amici lontani.

Obiettivo che vogliamo raggiungere:

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